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Gonfalone

Gonfalone DESCRIZIONE ARALDICA
Drappo a tre pendenti d'azzurro, riccamente decorato e frangiato, con le iscrizioni centrate in capo: "Commune de Hône" et "Comune di Hône", l'una sull'altra, il tutto d'argento, caricato dello stemma comunale. Le parti metalliche e i cordoni sono argentati. L'asta verticale è coperta di velluto azzurro, con bullette argentate. Nella freccia è rappresentato lo stemma municipale e sul gambo è inciso il nome del Comune. Cravatta partita con i colori dello Stato e della Regione e frangiata d'argento.


Stemma

Stemma RELAZIONE STORICA
Gli elementi che caratterizzano il nuovo stemma comunale di Hône riassumono i tratti storici essenziali di questa comunità.
In primo luogo, nella parte inferiore e centrale dello scudo, si evidenzia l'immagine di San Giorgio martire, il santo cui è dedicata la Chiesa parrocchiale da almeno 500 anni; tale figura - già dominante nei precedenti emblemi informalmente adottati nel 1955 e successivamente nel 1981 - richiama ora, in maniera assai evidente, la scultura del Santo posta nell'ancona dell'altare maggiore della Parrocchiale.
In secondo luogo, in alto a sinistra, viene raffigurata l'arme dei Conti Marelli di Hône. L'appartenenza del territorio comunale al suddetto casato risale al 1684. La famiglia Marelli (originaria di Maglione, Borgomasino - TO) ricevette nella persona di Giovanni Pietro, sovraintendente generale alle armi e munizioni del ducato di Savoia, l'investitura a primo Conte di Hône dal duca Vittorio Amedeo II; tale titolo nobiliare si estinse nel 1859, con la morte dell'ultimo discendente dei Marelli, Giuseppe Gioachino. I Marelli furono a lungo ricordati per le loro doti di equilibrio nell'amministrazione del feudo, oltre che per elargizioni e partecipazioni alle spese di ricostruzione del campanile e della Chiesa parrocchiale (inizio Settecento). Il loro signorile "Palazzo", situato di fronte alla Chiesa di San Giorgio, fu a suo tempo definito dall'insigne storico De Tillier un bell'esempio di "château à la moderne".
In terzo luogo, in alto a destra, si sottolinea l'inizio dell'industrializzazione moderna sul territorio di Hône, con il marchio leggermente ritoccato della gloriosa "Fabbrica dei chiodi" fondata nel 1902 dall'ingegnere svizzero Giacomo Gossweiler (1852-1917).
La volontà di adottare un simbolo legato all'industria è motivata dal fatto che Hône conobbe, sin dal Medioevo, la presenza di piccoli ma vivaci insediamenti metallurgici per la fusione e la lavorazione del ferro. La storia di questi insediamenti testimonia la sostanziale "vocazione industriale" della comunità, vocazione ancora oggi ben rappresentata da numerose aziende di piccola e media grandezza, operanti anche in settori di avanzata tecnologia.

DESCRIZIONE ARALDICA
Di rosso al cavallo rivolto inalberato d'argento, unghiato al naturale, imbrigliato e sellato d'azzurro, montato da un cavaliere di carnagione, vestito d'oro e calzato di nero, atterrante con una lancia di nero guarnita d'argento un drago di verde posto nel cantone sinistro della punta; al capo partito: d'azzurro al mare d'argento e di verde accompagnato in capo da una stella d'oro; e di nero al ferro di cavallo infilzato da un chiodo posto in sbarra, il tutto d'argento, allo scudetto attraversante sul chiodo di rosso alla croce d'argento, coronato con la corona reale d'Italia. Ornamenti esteriori da Comune. Nastro partito con i colori dello Stato e della Regione.





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